Rhum R.St Barth, la nuova frontiera…del Rhum

Posted on 6 aprile 2012

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Ve lo ricordate un giocatore di calcio che ha iniziato la sua carriera da giovanissimo nell’Inter e poi è passato al Manchester United, dove ha giocato molti anni e vinto quasi tutto? Altro indizio: ora gioca nel Werder Brema e nel 2006 faceva parte della nazionale francese battuta dall’Italia nelle finale di Berlino. Lui è Mikael Silvestre.

Ma cosa c’entra con il rhum? Ci sono molti ex-giocatori che investono in aziende vinicole ma lui è il primo caso, a mia conoscenza, che mette i suoi soldi nella ” canna da zucchero”. Mikael racconta che: ” da bambino quando passavamo le vacanze nelle Antille francesi, i miei genitori avevano l’abitudine di darmi un bastoncino di canna da zucchero a mo di lecca-lecca. Ho sempre avuto quel ricordo, l’incredibile dolcezza fruttata dello zucchero”. Originario della Guadaloupe, Mikael, si è innamorato di Saint Barthelemy, un’isola delle Piccole Antille a circa 230 km dalla Guadaloupe. Inoltre questa isola è molto “trendy” e frequentata da personaggi famosi, il che non guasta mai quando devi promuovere un prodotto. Decide di dare vita ad un progetto pazzo: iniziare a produrre rhum. Il primo passo è quello di acquistare una distilleria, ben presto scopre che a Saint Barthelemy non ci sono distillerie per una ragione molto semplice: l’assenza di acqua potabile dolce, nell’isola si utilizza acqua del mare desalinizzta ed inoltre l’isola non produce canna da zucchero. Allora si sposta in Guadaloupe  e qua si mette alla ricerca di una distilleria, nell’isola ce ne sono ben otto. Sceglie la distilleria che secondo lui può produrre un rhum che ricorda i sapori ed i profumi della sua terra natale. Non dice il nome della distilleria, non capisco perchè……, anche se si hanno forti sospetti sulla distilleria Bologne.

La Bologne è una distilleria fondata intorno al 17 secolo dalla famiglia protestante De Bolognes, partiti dalla Francia ma di chiare origini italiane. Ritornando a Mikael, seleziona con il maitre de chai un rhum bianco che è imbottigliato a 50°, il grado alcolico tradizionale delle Antille; poi un rhum ambrato di quattro anni di affinamento ed infine un rhum di 12 anni, distillato nel 1998 limitato a 2000 bottiglie. Come avete capito il rhum si chiama R. St Barth, che è il nome affettuoso con cui i francesi chiamano l’isola di St Barthelemy.

RHUM BLANC AGRICOLE-COOL-50%

La canna da zucchero è raccolta a piena maturità su un terreno di origine vulcanica. Segue la fermentazione e distillazione e poi l’affinamento in vasche per circa un anno. Il naso è molto tuberoso, con note di scorza di limone verde e menta ( potrebbe essere l’ideale per un ottimo mojito…..). Molto rotondo nonostante l’alto grado alcolico. In bocca è ruffiano con un finale secco e piccante di canna da zucchero e zenzero.

RHUM AMBRE AGRICOLE-CHIC-40%

Stessa provenienza della canna da zucchero, con un passaggio di quattro anni in botti di rovere francese. Ha un naso molto timido con sentori medicinali e poi appare la vaniglia e cacao. In bocca si sente molto la vaniglia e i frutti esotici, floreale con un finale umido e caldo. Nel loro sito lo danno come il perfetto compagno per mojito, daiquiri ma personalmente il cocktail verrebbe a costare molto caro in quanto questo prodotto è venduto nelle enotecha a circa 160€.

RHUM VIEUX AGRICOLE-AUTHENTIQUE-43%

Stessa provenienza delle canne da zucchero, il rhum è stato distillato nel 1998 e dopo il classico anno in vasca, ne ha fatti altri 12 in botti di rovere. Il rhum è stato messo in bottiglia la suo grado naturale ( 43%) e senza filtrazioni. Ha un naso legnoso, di humus con una leggera muffetta. Dopo una leggera aereazione il frutto si libera. Prugne,spezie come la badiana, la cannella, il coriandolo. La bocca è secca e speziata ed il legno domina ancora. Prezzo basato sulle 2000 bottiglie e non sulla qualità, è venduto a 700€ presso le enoteche.

Insomma mi sembra che sia una bella operazione di marketing, il bravo Mikael compra delle partite di rhum dalla distilleria ead un prezzo basso e poi fa il resto. Sceglie le bottiglie, belle e prestigiose, e poi cerca di inserirle nel mondo jet set francese e non; non a caso ha scelto l’isola St Barth che è un po come la nostra Costa Smeralda. Et voilà il gioco è fatto, sicuramente non consiglio un rhum ambrè a 160€ per un cocktail….

 

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