Jacquesson= Bubbles Brothers

Posted on 5 ottobre 2012

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La maison champenoise Jacquesson era uno degli champagne più celebri nel XIX secolo, dopodichè una serie di scelte sbagliate l’hanno relegata ad un ruolo secondario; fino al 1974 quando viene acquistata dalla famiglia Chiquet, ma andiamo per ordine cronologico. La maison è stata creata nel 1798 a Chalons en Champagne; la seconda generazione porta la maison al livello delle più celebri e prestigiose aziende dell’epoca. In quel tempo Adolphe Jacquesson inventa il “muselet”, cioè la gabbia metallica che imprigiona il tappo dello Champagne; fino a quel tempo si utilizzava una cordicella. Dopodichè inizia il declino che continua fino al 1925 quando arriva Leon de Tassigny per fare rinasciare lo champagne. E’ in questo periodo che vengono acquistate le grand cru d’Avize e Oiry. Dopo la morte di Leon c’è un altro periodo buio che finisce nel 1974 quando l’azienda viene acquistata dalla famiglia Chiquet, vignerons   Aa Dizy.

E’ qui che dapprima Jean, e poi i figli Laurent, alla produzione, e Jean Hervè, alla commercializzazione, riescono a dare un nuovo impulso vitale alla maison. Il vigneto di Jacquessono si estende nella Vallee dela Marne, con le grand cru di Ay e le premieres cru di Dizy,hautvillers e Mareuil sur Ay; e la Cote des Blancs con le grand cru di Avize e Oiry, per un totale di 30 ettari unicamente in grand e premiere cru e poi gli approvvigionamenti esterni per un totale di altri 10 ettari. Laurent  e Jean Hervè sono appassionati della vigne e ,sopratutto , dei grandi vini; per un certo senso, amano andare controcorrente ed è per queste ragioni che decidono di creare un brut sans annee BSA, molto particolare, per loro il vino deve rappresentare le caratteristiche dell’annata con tutta la personalità, e non, del millesimo. A partire dall’annata 2002, decidono di elaborare una cuvee denominata 700, dove si trova una percentuale molto alta dell’anno di raccolta e poi completata con i vini di riserva. Una via di mezzo tra un BSA ed un millesimato. la prima di queste cuvee porta il numero 728 ed è composta in maggioranza di vini del millesimo 2000. Una scelta come questa rende quasi inutile di continuare a produrre bottiglie millesimate e così l’annata 2002 sarà l’ultima. Comunque per  le grandi annate una parte dei vini vengono tenute per un lungo periodo sui lieviti della seconda fermentazione per poi dare vita ad una cuvee molto particolare: “Degorgement Tardif”, mi pare che oggi sia l’Avize Grand Cru 1995, degorgè nel 2010. Le parcelle di vigneto di forte personalità vengono imbottigliate a parte e formano una gamma denominata “Lieux -Dits”, che naturalmente sono millesimate. A Dizy, una parcella di 1.30 ettari di Pinot Noir piantati su un suolo di terre brune calcaree e gessose , posizionate nella parte bassa della collina con esposizione est, ci regalano uno splendido rosè chiamato: Dizy Terres Rouges.

vigneti ad Ay

Ad Ay una parcella di mezzo ettaro, piantata con Pinot Noir su un suolo molto calcareo ed alluvionale ci offre la bottiglia “Vauzelle Terme”. Ad Avize, 1.30 ettari con Chardonnay esposti in pieno sud nella parte bassa della collina, su suoli poco profondi ricchi di ghiaia gessosa ci offre “Champ Cain”: A Dizy ancora, un ettaro di Chardonnay piantato negli anni 60′, nella parte alta della collina, ci regala “Corne Bautray”. Enorme attenzione in vigna, con una parte del vigneto in conversione bio; vinificazione sui lieviti in botti di rovere di 45 hl, un dosage molto limitato, a volte assente come le filtrazioni sono la loro chiave per raggiungere la qualità. Uno stile con una propria personalità, anno per anno, ma accomunato da un fondo di stile comune: ecco l’ideologia dei due fratelli. Uno stile fatto di concentrazione, di struttura, con un’ottima purezza del frutto, equilibrio quasi perfetto tra nervosità e grassezza, con una bella nota minerale. Qua l’ufficio marketing è stato chiuso tanto a parlare sono le bottiglie……. Attualmente ho degustato la cuvee numero 735 con la base dell’annata 2007, quasi due terzi, con una bella espressione di frutti maturi con note di miele, di prugna e piccoli frutti rossi di bosco. La bocca è ampia, potente con un’ottima freschezza sostenuta da una mousse molto fine.

La cuvee 734 , con base dell’annata 2006, ha un naso floreale con note di brioche e nocciola con note finali di agrumi. La bocca ha molto volume, un frutto intenso, con una bella nota sapida ed agrumata nel finale. La cuvee 733, base 2005, è quella che mi ha lasciato un ottimo ricordo. Naso complesso di frutti rossi, liquirizia e te earl grey.  Troviamo un’ottima maturità del frutto che è reso molto teso dalla mineralità sorprendente. Al palato le stesse sensazioni con una mousse molto aerea, leggera. Ottimo Champagne.

 

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